In ricordo di Francesco PRIMA

Ho sempre pensato al Moto Club Roma come un possente muro fatto di pietre, qualcuna più piccola ed altre più grandi, come quelli delle chiese antiche, tanto care a Francesco. Queste pietre sono i nostri soci ed il cemento dell’immaginario muro è l’amicizia, la condivisione di interessi e la solidarietà tra di loro.

Nel corso di tanti anni dal muro del Moto Club si sono staccate tante pietre, ma quella che si è staccata ora è particolarmente grande e pesante.

Francesco ci ha lasciati.

Sulla strada della vita noi siamo fermi ad un bivio ad aspettarlo, come è accaduto tante volte sulle strade reali, ma lui è andato dritto, direttamente alla meta. Ma troppo presto, troppo veloce, proprio lui che, tranne una sola volta, amava guidare lentamente.

Noi avremmo voluto condividere con lui tanti altri viaggi in moto nei quali la sua compagnia, discreta e silenziosa ma sempre entusiasta e partecipativa, ne era una componente essenziale.

Fino a pochi anni fa, quando avevo in mente qualche viaggio, davo per scontato che Francesco avrebbe certamente partecipato per alimentare la sua insaziabile curiosità nei confronti del mondo, allargare la sua vasta cultura e soprattutto per la gioia di condividere tutto ciò con gli amici cari.

Mi rimangono nella mente e nel cuore i viaggi in Marocco, Albania, Bulgaria, Etiopia e le molte escursioni in fuoristrada dalle quali troppo spesso tornava un po’ acciaccato ma sempre felice e senza rimpianti. Proprio come mi ha detto di essere, senza rimpianti, pochi giorni fa, quando ha avuto coscienza che il suo viaggio era vicino all’arrivo. Una forza d’animo straordinaria ed una serenità veramente esemplare, sintomatica di un uomo intelligente, buono e saggio.

Pochi mesi fa, quando ha scoperto di essere malato, mi ha scritto questa lettera: <<carissimo Rudy, ti ringrazio per aver raccolto e ritrasmesso il mio accorato appello. come puoi immaginare sono rimasto disorientato dalla scoperta della malattia e ho pensato di ricorrere agli amici che spesso mi hanno “raccattato dalla polvere” … e’ bello sapere che si può contare sugli amici>>. Questo pensiero di Francesco sintetizza appieno il sentimento di solidarietà che tra noi tutti si era instaurato in quasi quaranta anni di frequentazione e molte decine di migliaia di km.

Se è vero, e ne sono profondamente convinto, che noi siamo quello che siamo stati e che -quindi- noi siamo i nostri ricordi, Francesco continuerà a vivere nei racconti dei nostri viaggi, nei nostri ricordi e nei nostri cuori.

Ciao Professore, continua il tuo viaggio in moto lungo le strade del paradiso che -ne sono certo- ti ha già accolto. Continua a mostrarci la strada più giusta, senza più bisogno di consultare quelle enormi mappe militari che solo tu sapevi leggere.

Rudy